Quest'anno ho diviso una delle mie heliamphore nutans giant in eccedenza e siccome è una cosa che faccio raramente ho pensato di buttare giù due righe.
Le heliamphore sono piante "d'elite" che solo pochi riescono a coltivare e quelli che le coltivano bene sono ancora meno.
In realtà le heliamphore sono piante piuttosto facili e robuste ma per crescere necessitano di condizioni che non tutti possiedono.
Io per esperienza mi sento di dire che un coltivatore che ha delle belle heliamphore non è un bravo coltivatore, è un coltivatore che ha la fortuna di avere l'attrezzatura giusta e il posto giusto per poterle tenere in modo ottimale.
Una volta che si è ricreato l'ambiente (e l'unica difficoltà sta solo qui) le heliamphore fanno tutto da sole e l'unica cosa a cui si deve pensare è non dimenticarsi di bagnarle quando è ora di bagnarle.
Un mito che voglio sfatare in questo articolo è la delicatezza radicale di queste piante: si, è vero che le heliamphore sottoposte a un qualsiasi stress radicale (rinvasi, manipolazioni, divisioni) tendono a perdere l'apparato radicale ma è anche vero che se si rispettano alcuni piccoli accorgimenti la pianta riesce a rigenerarsi senza quasi subire rallentamenti nella crescita.
Veniamo quindi alla nostra heliamphora nutans che abbiamo deciso di dividere. Dopo averla svasata bene e dopo averla ripulita da un po' di substrato (sfagno torba perlite e vermiculite in questo caso) possiamo notare che la parte rizomatosa compresa tra le radici e i punti di crescita è molto ma molto lunga. Le radici sono tutte concentrate dove vedete la torba, in basso:


La cosa a cui fare più attenzione in questo momento sono proprio i rizomi. Questi stoloni sono molto fragili, un po' come il gesso, e tendono a spezzarsi con molta facilità. E' molto importante dividere la pianta partendo da più in basso possibile, staccando i vari rizomi nella parte in cui sono uniti. In questo modo c'è la speranza che almeno qualche radice rimanga attaccata alla divisione. Se per errore spezziamo un rizoma più in alto, non buttatelo, c'è sempre la possibilità di farlo radicare, poi vedremo come.

Non sempre però, anche mettendosi d'impegno, si riesce a mantenere un minimo di apparato radicale su tutte le divisioni, può succedere che alcune rimangano orfane, come in questo caso:

Niente panico, non è successo nulla di irreparabile: se il rizoma è sufficientemente lungo, la nostra divisione ha ottime possibilità di sopravvivere.
La cosa che si deve evitare prima di tutto è la disidratazione: prendere quindi un vaso di dimensioni adeguate, usare sfagno morto e perlite come substrato e circondare bene la nostra pianta con abbondante sfagno vivo posizionato in modo tale da ricoprire tutto il rizoma. Così facendo lo sfagno manterrà sempre la pianta umida e terrà lontano muffe e funghi. Giusto per essere sicuri che tutto vada a buon fine, una bella vaporizzata al giorno non farà sicuramente male.

Se la pianta non si affloscerà nel giro di un paio di giorni potrà già dirsi fuori pericolo. Se dovesse disidratarsi si potrà accorgersi dal fatto che le foglie giovani o in formazione si rammolliscono e diventano flaccide al tocco. Se questo dovesse succedere le cause più comuni sono:
-la pianta si è staccata con il rizoma troppo corto
-non c'è sufficiente umidità
-il rizoma è troppo esposto
Le soluzioni sono, rispettivamente:
-vaporizzare più spesso e pregare
-vaporizzare più spesso
-aggiungere sfagno vivo
Cose a NON fare:
-Sconsiglio di utilizzare cellophan perchè favorisce lo sviluppo di malattie fungine
-Mantenere il livello idrico molto basso o si richiano marcescenze, le heliampore non amano i ristagni. Meglio vaporizzare spesso dall'alto ed evitare il sottovaso.
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Altair the Winged Being - Paladino alato, guardiano del pilastro della natura impregnatura di TERRA, LUCE
glifo del FUOCO
Tecnica1: Telecinesi LV1
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Altezza: 1.42 metri
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\"Questo non ha importanza. In entrambi i casi ho forza sufficiente a spaccarti la faccia.\"
\"Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, e sull'universo nutro ancora qualche dubbio...\"
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